Le novità di settembre 2010, categoria Adulti.
HENNING MANKELL. LA QUINTA DONNA.
Maggio 1993: in Algeria i fondamentalisti islamici uccidono quattro suore. La quinta donna massacrata è urta turista svedese. La polizia algerina cerca di insabbiare il caso. Settembre 1994: una serie di delitti scuote il sud della Svezia. Omicidi crudeli, perpetrati con una tecnica che non lascia dubbi sull'esistenza di un unico colpevole. Tocca ancora al commissario Kurt Wallander aprire un faticoso spiraglio tra le indagini e mettere insieme i pezzi di una storia incredibile.
LEONORA SARTORI, ANDREA VIVALDO. USTICA, SCENARI DI GUERRA.
Il 27 giugno 1980 il Dc-9 Itavia in volo da Bologna a Palermo precipita a Nord dell'isola di Ustica. Sono 81 le vittime, di cui 13 bambini. Inizialmente si parla di una bomba a bordo, poi si considera l'ipotesi che l'aereo sia stato abbattuto da un missile. Il 10 gennaio 2007 la Corte di Cassazione assolve definitivamente per mancanza di prove i generali dell'Aeronautica Lamberto Bartolucci e Franco Ferri. L'istruttoria, secondo i supremi giudici, "si è limitata ad acquisire un'imponente massa di dati dai quali peraltro non è stato possibile ricavare elementi di prova a conforto della tesi". Dopo 27 anni, tre appelli in giudizio, decine di perizie, la sparizione di documenti e morti sospette, la verità è ancora un mistero.
ALONA KIMHI. LA LETTRICE DI SHELLEY.
Susanna Rabin ha trentatré anni, detesta il suo corpo e quello altrui. È ossessionata dalla bruttezza di ciò che la circonda, non sopporta di essere vista compiere atti di "umana bestialità" come mangiare, è soggetta a irrefrenabili crisi di pianto, abita in un sobborgo di Tel Aviv con la madre vedova (amata e odiata) e ha deciso di non prendere parte alla vita. Finché in casa sua non piomba un cugino americano, bellissimo e plurilaureato. Susanna è ormai pronta per innamorarsi, ma la madre scopre che il cugino non è ciò che dice di essere. Anzi, è un vero mascalzone...
ANDREA FAZIOLI. L'UOMO SENZA CASA.
La Svizzera è un posto misterioso. Sembra un luogo lindo e tranquillo, ma sotto la superficie strisciano inganni, delitti e soldi, tanti soldi, che magicamente volano nelle banche. Tra i misteri elvetici si aggira anche Elia Contini, un investigatore privato che lavora a Lugano, sul lago, in mezzo agli intrighi della politica e della finanza, ma che ogni sera se ne torna a casa in un villaggio di montagna, dove gli piace osservare le volpi che abitano nel bosco. Una vita che scorre più o meno uguale, finché un giorno è costretto a scontrarsi con un mistero che lo riguarda da vicino: quello di un paese sommerso dall'acqua per la costruzione di una diga. Il paese nel quale era cresciuto. Da allora molte cose sono cambiate. Però c'è chi ancora non ha dimenticato: qualcuno che vuole tornare indietro, vuole rivedere i volti del passato, e per farlo è disposto a uccidere. Toccherà proprio a Contini dipanare il mistero. Combattendo fino all'ultimo per salvare se stesso e tutto ciò che ama.
SILVIA AVALLONE. ACCIAIO.
Nei casermoni di via Stalingrado a Piombino avere quattordici anni è difficile. E se tuo padre è un buono a nulla o si spezza la schiena nelle acciaierie che danno pane e disperazione a mezza città, il massimo che puoi desiderare è una serata al pattinodromo, o avere un fratello che comandi il branco, o trovare il tuo nome scritto su una panchina. Lo sanno bene Anna e Francesca, amiche inseparabili che tra quelle case popolari si sono trovate e scelte. Quando il corpo adolescente inizia a cambiare, a esplodere sotto i vestiti, in un posto così non hai alternative: o ti nascondi e resti tagliata fuori, oppure sbatti in faccia agli altri la tua bellezza, la usi con violenza e speri che ti aiuti a essere qualcuno. Loro ci provano, convinte che per sopravvivere basti lottare, ma la vita è feroce e non si piega, scorre immobile senza vie d'uscita. Poi un giorno arriva l'amore, però arriva male, le poche certezze vanno in frantumi e anche l'amicizia invincibile tra Anna e Francesca si incrina, sanguina, comincia a far male. Silvia Avallone racconta un'Italia in cerca d'identità e di voce, apre uno squarcio su un'inedita periferia operaia nel tempo in cui, si dice, la classe operaia non esiste più.
ANTONIO PENNACCHI. CANALE MUSSOLINI.
Canale Mussolini è l'asse portante su cui si regge la bonifica delle Paludi Pontine. I suoi argini sono scanditi da eucalypti immensi che assorbono l'acqua e prosciugano i campi, alle sue cascatelle i ragazzini fanno il bagno e aironi bianchissimi trovano rifugio. Su questa terra nuova di zecca, bonificata dai progetti ambiziosi del Duce e punteggiata di città appena fondate, vengono fatte insediare migliaia di persone arrivate dal Nord. Tra queste migliaia di coloni ci sono i Peruzzi. A farli scendere dalle pianure padane sono il carisma e il coraggio di zio Pericle. Con lui scendono i vecchi genitori, tutti i fratelli, le nuore. E poi la nonna, dolce ma inflessibile nello stabilire le regole di casa cui i figli obbediscono senza fiatare. Il vanitoso Adelchi, più adatto a comandare che a lavorare, il cocco di mamma. Iseo e Temistocle, Treves e Turati, fratelli legati da un affetto profondo fatto di poche parole e gesti assoluti, promesse dette a voce strozzata sui campi di lavoro o nelle trincee sanguinanti della guerra. E una schiera di sorelle, a volte buone e compassionevoli, a volte perfide e velenose come serpenti. E poi c'è lei, l'Armida, la moglie di Pericle, la più bella, andata in sposa al più valoroso. La più generosa, capace di amare senza riserve e senza paura anche il più tragico degli amori. E Paride, il nipote prediletto, buono e giusto, ma destinato, come l'eroe di cui porta il nome, a essere causa della sfortuna che colpirà i Peruzzi e li travolgerà.
ASA LARSSON. FINCHÈ SARÀ PASSATA LA TUA IRA.
Nel profondo nord della Svezia, circondati da un paesaggio di straordinaria bellezza, Wilma e Simon stanno per affrontare l'avventura che attendevano da mesi. Sono giovani e innamorati, intorno a loro la pellicola bianca del gelo si stende sul bosco intanto che si preparano a immergersi nel Vittangijà'rvi, alla ricerca del relitto di un aereo precipitato molto tempo prima. Ma mentre nuotano sul fondo del lago, qualcuno scioglie la sagola di sicurezza e chiude l'apertura verso la superficie, posandoci sopra una porta di legno. Non avranno scampo. Quando molti mesi dopo il corpo di Wilma viene finalmente alla luce, Rebecka Martìnsson, ora procuratore a Kiruna, sa che non è stata una disgrazia. Comincia per lei una nuova indagine nella sua amata terra lappone, che oltre alle meraviglie di una natura primitiva, le offre anche l'ostilità di una popolazione dura e sospettosa. Rebecka e l'ispettrice Anna-Maria Mella intuiscono che è nel passato che vanno cercate le ragioni di un gesto tanto spietato, e sfidano il silenzio di una famiglia che da lunghi anni custodisce un segreto crudele. Con la sua caratteristica ambientazione e forza espressiva, Asa Larsson, definita dalla critica una «cometa nell'universo del giallo scandinavo», delinea con efficacia una fatale rete di colpe, paura e tradimento, intrecciando sapientemente le vicende della storia al destino e alle scelte dei sìngoli individui,
CALUDIO VERCELLI. STORIA DEL CONFLITTO ISRAELO-PALESTINESE.
Cosa intendiamo quando parliamo di 'conflitto israelo-palestinese'? Per quali ragioni, a distanza di più di cent'anni dal suo inizio, continua a produrre i suoi frutti velenosi? Perché quello che è un lembo di terra di dimensioni ridotte è divenuto l'oggetto di tensioni così accese? Per quali motivi la pace sembra una soluzione così distante? Sono domande la cui apparente owietà si confronta con la difficoltà di dare risposte concrete. Claudio Vercelli affronta, attraverso un'analisi dell'evoluzione del conflitto, dalla seconda metà del XIX secolo a oggi, gli elementi prioritari così come i nodi problematici che sono ancora sul tavolo della discussione: la terra, le identità nazionali, le risorse materiali e simboliche, le popolazioni, il ruolo delle religioni. L'obiettivo è quello di rendere comprensibili le dinamiche che stanno alla base della contrapposizione tra due comunità nazionali, la cui mancata soluzione ha creato le condizioni per l'ossessiva reiterazione del confronto. Ma oltre a una narrazione del conflitto, il lettore troverà indicazioni sulla formazione e la composizione degli attori in campo, a partire dagli stessi israeliani e palestinesi, e una analisi multidisciplinare dei motivi per cui questo conflitto ha assunto un significato paradigmatico che va al di là della sua concreta dimensione, divenendo il simbolo delle speranze e delle delusioni di una modernità difficile, sospesa tra libertà e ingiustizia, emancipazione e subalternità.
VARLAM SALAMOV. VISERA.
Prima della discesa agli inferi della Kolyma, Salamov aveva già avuto modo di sperimentare la durezza della repressione staliniana: arrestato nel 1929 per "propaganda e organizzazione sovversiva", fu infatti condannato a scontare tre anni di lavori forzati in uno dei primi lager sovietici, quello di Visera, nel Nord degli Urali. Nel 1961, mentre già sta lavorando ai Racconti della Kolyma, scrive i due frammenti che aprono il volume, La prigione di Butyrki (1929) e Visera: testi incompiuti, eppure fondamentali per introdurre il corpo centrale del libro, destinato a vedere la luce solo nel 1989. In queste pagine, che si saldano indissolubilmente ai Racconti della Kolyma e che spesso ne richiamano temi e personaggi tanto da costituirne l'indispensabile preludio, prende via via forma l'epopea negativa dei lager staliniani: la storia della loro nascita, di chi li abitò e di chi li diresse, dell'incrudelirsi delle regole che li trasformarono in un perfetto meccanismo, atto non solo a infliggere sofferenze estreme, ma soprattutto a stravolgere ogni norma etica, distruggendo moralmente tanto le vittime quanto i carnefici: " Che cosa mi ha dato Visera? Tre anni di disillusioni quanto agli amici e di speranze infantili infrante. Un'insolita sicurezza nella mia forza vitale ... solo, senza amici, e senza nessuno che la pensasse come me, sopravvissi a quella prova fisica e morale. Ero saldo sulle mie gambe e la vita non mi faceva paura ".
ROBERTO ESCOBAR. LA PAURA DEL LAICO.
Perché in un paese dai costumi secolarizzati come il nostro la politica si fa sempre meno laica? E quali conseguenze dobbiamo temerne per le nostre libertà? C'è un'emozione cupa che ormai vince su tutte, negli slogan dei partiti come nei nostri discorsi. È la paura dell'altro, la paura che divide il mondo tra noi e loro, tra dio e satana, tra civiltà e barbarie. Finite le vecchie ideologie, al loro posto c'è un nuovo racconto pubblico, non meno ideologico e forse ancora più totale. Dalla sua ha la forza capillare di una parte rilevante dei giornali e di quasi tutte le televisioni, queste e quelli coalizzati in una quotidiana macchina mediatica della paura.Come in ogni guerra,anche in questa ci sono vittime impreviste. Siamo noi. Chiusi nella miseria dell'odio, ci lasciamo convincere a rinunciare ai nostri stessi diritti civili. Di questo oggi dovremmo aver paura, non dell'altro che ci "invade". A questi temi, di incombente attualità, sono dedicate le riflessioni di Roberto Escobar che non rinuncia, pur nell'angoscia del presente, a indicare l'occasione di una nuova tenace speranza.
SVEVA CASATI MODIGNANI. MISTER GREGORY.
Gregorio Caccialupi tira le somme della sua lunga, intensa vita. I primi ricordi risalgono agli anni Trenta e sono legati al Polesine, la terra della sua infanzia, segnata da miseria, malattie, fatica. La tubercolosi che colpisce Isola - la madre, bellissima ma in qualche modo estranea all'aspra realtà di quei luoghi - imprime una brusca svolta al suo destino. È adolescente quando decide di lasciare il suo paese sul delta del Po per andare in America in cerca di fortuna. Determitato e intraprendente, diventa uomo collezionando successi, sconfitte e una serie di donne che cercano invano di conquistare il suo cuore: Florencia, il primo amore, Nostalgia, la moglie, Erminia, l'ultima passione. Nel frattempo per tutti lui si è trasformato in Mister Gregory: ricco proprietario di una catena di grandi alberghi italiani, è un personaggio influente, e temuto. Finché un giorno, per colpa di un investimento sbagliato, perde tutto il suo patrimonio. Il sipario sembra chiudersi su un tramonto malinconico. Invece, accade qualcosa - un incontro inaspettato, una sorprendente rivelazione - e Mister Gregory, ormai anziano, riacciuffa le redini della propria vita per andare incontro a una nuova avventura.
AA. VV. LA COLATA.
L'Italia è uno dei paesi più belli al mondo. Ha la maggiore concentrazione di beni culturali e centri storici, le più famose città d'arte. Tutto questo è la nostra ricchezza. Rischiando di perderla, per sempre. IL PARTITO DEL CEMENTO avanza e non lo ferma più nessuno. Dal Nord al Sud la febbre del mattone coinvolge banchieri, cardinali, sindaci, deputati di destra e di sinistra. Tutti vogliono guadagnarci, a partire dai Comuni. Così la ricchezza degli italiani vola via. Pensate che tra il 1990 e il 2005 sono stati divorati 3,5 milioni di ettari, cioè una regione più grande di Lazio e Abruzzo messi insieme (la Liguria tra il 1990 e il 2005 si è mangiata quasi la metà del territorio ancora libero!). Il tutto a un ritmo di 244.000 ettari all'anno (in Germania 11.000 all'anno). Ciò nonostante troppi italiani sono senza casa perché mancano gli alloggi "sociali" (solo il 4 per cento sul totale contro il 18 per cento della Francia, il 21 per cento del Regno Unito). Intanto 5500 comuni su 8000 sono a rischio di dissesto idrogeologico. I soldi per il ponte di Messina ci sono, per le frane no. Gli autori di questo libro sono andati a vedere l'ITALIA COM'È e la raccontano: la SARDEGNA di nuovo in mano agli speculatori, le LANGHE trasformate in shopville, l'invasione di seconde case sulle ALPI (costruiscono persino sulla Marmolada!), il BRENTA violentato, gli affari della CHIESA nelle CITTÀ LIGURI, le grandi operazioni di Ligresti e dei soliti noti a MILANO, di Caltagirone e dei soliti noti a ROMA, la storia triste di BAGNOLI. Neanche SIENA e FIRENZE vengono risparmiate. E ritorna la febbre da stadi e autodromi, nuove occasioni per ulteriori speculazioni. Ma cosa gliene viene agli italiani di tutto questo? Meno male che non tutti abbassano la testa. COMITATI DI CITTADINI si stanno formando in Veneto, Toscana, a Milano, in tanti centri grandi e piccoli. La legge del 1986 che stabilisce le norme per danno ambientale è dalla loro. Per questo adesso molti la vogliono cambiare.
ALBERTO MARIO CIRESE. ALTRI SÈ. PER UN'ANTROPOLOGIA DELLE INVARIANZE.
Alberto Mario Cirese è tra i più noti antropologi italiani. I suoi studi vasti, numerosi, approfonditi sono notissimi. Autentico innovatore può essere considerato uno dei padri della moderna antropologia. Cirese si è dedicato negli anni alla cultura popolare, all'etnologia, alla semiotica, e ha centrato il suo interesse soprattutto sulla comparazione dei fatti culturali, ricorrendo, tra i primi, al computer e all'informatica per la raccolta e il trattamento di dati, Si è inoltre dedicato al censimento, classificazione, conservazione e valorizzazione dei beni culturali demo-etno-antropo logici (denominazione da lui stesso coniata) producendo importanti studi di museogratia contadina e arte popolare e raccogliendo preziosi repertori e atlanti demologici. Per Cirese l'unità della mente e dell'esperienza umane sono non solo fondate su dati biologici, ma anche comprovabili con dati culturali. Egli rivendica per l'antropologia la possibilità dello studio delle invarianze accanto a quello delle differenze. "A fronte di un'antropologia angosciata dal rapporto con misteriosi altri da sé, ce n'è un'altra che riflette sul diffìcile rapporto con altri sé". In questo libro Cirese affronta temi quali l'antropologia "non fisica", la variabilità culturale, i modelli di comportamento e quelli teorici, il potere del computer, la simulazione informatica, soffermandosi su studiosi come Ernesto De Martino, Lévi- Strauss, Taylor, Morgan.
ANTONINO PENNISI. ALESSANDRA FALZONE. IL PREZZO DEL LINGUAGGIO.
Nella storia dell'evoluzione della specie umana l'avvento del linguaggio ha innescato nell'Homo sapiens una serie di innovazioni rivoluzionarie: la modifica delle sue strutture cerebrali; la nascita del pensiero astratto e, con esso, l'elaborazione di tecnologie, valori, opinioni, credenze; la trasmissione delle informazioni e la loro conservazione nel tempo.Tutto questo, e i comportamenti che ne sono derivati hanno reso l'uomo una specie ecologicamente anomala, una specie in cui il linguaggio ha progressivamente annullato la distanza tra l'evoluzione biologica e l'evoluzione culturale. Muovendo da questi presupposti, gli autori conducono un serrato confronto con le più recenti acquisizioni di tutte le discipline interessate (biologia, ecologia, scienze cognitive, filosofia del linguaggio), per approdare infine a un'ipotesi provocatoria e catastrofica: la sempre più probabile condanna all'estinzione della propria specie è il prezzo culturale che l'uomo paga al linguaggio come prodotto della selezione naturale.
GIANNI RONDOLINO. MANUALE DI STORIA DEL CINEMA.
Nel "Manuale di storia del cinema" di Gianni Rondolino convivono la profonda conoscenza dello studioso e la capacità di comunicare in modo semplice e godibile. Con la passione di sempre, l'autore ci guida in un viaggio straordinario nel mondo delle immagini in movimento tra gli autori, i registi, gli attori, le correnti estetiche e storiche che hanno accompagnato l'evento artistico e culturale più importante del XX secolo. Dai primi film dei Lumière ai capolavori contemporanei, passando per l'indimenticabile stagione del muto, le esperienze russe, le inquietudini dell'espressionismo tedesco, la Hollywood degli anni d'oro e la rivoluzione del neorealismo. Un manuale, questo, che riesce a fondere insieme la completezza della trattazione con la nuova impostazione didattica universitaria, senza mai diminuire il livello di approfondimento che lo contraddistingue. Attraverso l'uso di obiettivi di inizio capitolo, l'inserimento delle trame dei più importanti film della storia del cinema e il supporto di materiale on line per l'approfondimento, il "Manuale di storia del cinema" va incontro alle necessità dello studente dimostrando di essere uno strumento di basilare importanza per una completa preparazione universitaria.
RENATO BARILLI. LA NARRATIVA EUROPEA IN ETÀ MODERNA. DA DEFOE A TOLSTOIJ.
Una passeggiata condotta lungo due interi secoli della migliore narrativa europea, fra Inghilterra, Francia, Germania, Russia, ripercorrendo le due linee principali che la attraversano: quella dell'epica dell'individuo borghese, fiero delle sue virtù, e quella della contestazione, della ribellione di un soggetto che scopre tutte le ragioni della sua fragilità. Defoe, Balzac, Dickens, Thackeray, Tolstoj, Zola da una parte; Goethe, Stendhal, Dostoevskij, Joyce, Proust, Kafka dall'altra. Un affresco che, senza avere la scolasticità di un manuale, sa definire i contesti storici, gli sviluppi, le personalità dei grandi romanzieri europei dell'800 e del '900.
MARCO RIZZO. LELIO BONACCORSO. PEPPINO IMPASTATO. UN GIULLARE CONTRO LA MAFIA.
Dai microfoni di Radio Aut, con l'arma tagliente della satira, poche settimane prima del suo assassinio Peppino Impastato attacca ancora una volta i mafiosi di Cinisi, e in particolare il terribile boss Tano Badalamenti. Come nel film "I cento Passi" e ora a fumetti, dalle reazioni degli abitanti di Cinisi e dalle testimonianze inedite di amici e parenti, ecco il ritratto del giovane Peppino: amico sincero in prima linea nella lotta alla mafia, fonte di ispirazione continua ed esempio di impegno civile per i più giovani, figlio coraggioso che ha rinunciato al retaggio mafioso della famiglia, seccatura da levare di mezzo il prima possibile, nell'interesse dei mafiosi e dei politici locali.
ERLEND LOE. VOLVO.
Andreas Doppler, norvegese benestante e irreprensibile, abbandonato il lavoro e una moglie di nuovo incinta, vive ormai da mesi in tenda alle porte di Oslo con il figlioletto Gregus e il cucciolo di alce Bongo. Stanco di una società competitiva e dei suoi inutili bisogni, combatte in solitaria misantropia la sua personale battaglia contro il più insidioso dei mali: la bravura. I norvegesi però sono un nemico troppo tenace, così Doppler, col suo strampalato seguito, s'incammina verso le leggendarie foreste svedesi del Varmland in cerca di non si sa bene cosa, forse solo di persone buone e annoiate al punto di aver trovato la felicità. Ma il viaggio della speranza si ferma appena passato il confine, quando la comitiva cade tra le grinfie di Maj Britt, un'arrabbiata Circe novantaduenne con la passione per il reggae e la marijuana, e due vendette da compiere prima di morire: una contro la Volvo Trucks e lo pseudo inventore del Globetrotter, e una contro il vicino von Borring, devoto dello spirito scout e ornitologo indefesso. Tra episodi esilaranti e dialoghi surreali, ritroviamo l'Erlend Loe politicamente scorretto di sempre. Volvo è un prezioso vademecum contro la schizofrenia di una società dove tutto è possibile ma rivoluzionare davvero la vita resta improbabile: l'unica cosa che viene concessa, se siamo abbastanza folli, è un piccolo ma fondamentale time out.
GERBRAND BAKKER. C'È SILENZIO LASSÙ.
Lassù, in un angolo dimenticato dell'Olanda del Nord, la terra è piatta come la vita di chi la abita. Lassù, dalla stanza fredda al primo piano della cascina dove Helmer ha appena rinchiuso il padre vecchio e infermo, non viene più nessun rumore. È la vendetta crudele e incruenta di un figlio costretto a vivere per decenni una vita non sua: dalla morte del fratello gemello in un incidente, lo studente di lettere con pochi soldi e tanti sogni di poesia e di città è tornato in campagna a mungere le vacche, e non ha più smesso. Da quella tragica sera gli anni si sono volatilizzati nella ripetizione meccanica di gesti quotidiani, nel rancore e in una nostalgia senza nome. Ma quella vendetta è anche la prima vera scelta mai compiuta da Helmer, il primo passo verso una riappacificazione con il padre e con se stesso. E sarà una lettera, una richiesta di aiuto da parte della bellissima fidanzata del fratello perduto, la scintilla che lo porterà sulla via dell'emancipazione: forse è proprio quando il cono di luce della vita si restringe che un futuro diverso appare possibile. Definito come un miracolo di understatement e di laconico umorismo, "C'è silenzio lassù" è un romanzo minimale che brucia lentamente: nei suoi campi umidi, nei suoi cieli tersi dove volano stormi di uccelli inquieti aleggiano echi delle strade riarse di Cormac McCarthy.
MAURIZIO TORREALTA. LA TRATTATIVA.
Gli attentati mafiosi a Falcone e Borsellino possono sembrare ormai lontani nel tempo e slegati dall'orizzonte di oggi, tuttavia quegli avvenimenti e il periodo di violenza che seguì non hanno smesso di riguardarci. Nonostante gli arresti illustri e la fine dell'era delle bombe, l'esistenza di una trattativa tra alcuni esponenti delle istituzioni e la mafia è un argomento assolutamente attuale. Non solo P2, Sisde, politici ormai lontani dalla scena, ma nuovi pentiti, nuove dichiarazioni e nuovi processi gettano continue ombre sulla salute della nostra vita politica. Maurizio Torrealta ricostruisce, mettendo in fila date, crimini, leggi, incartamenti e deposizioni, un affresco d'Italia inquietante e spietato. Uscito per la prima volta nel 2002 da Editori Riuniti, La trattativa viene ora riproposto in BUR in una nuova edizione totalmente aggiornata, con un'introduzione di Pietro Ingroia, tra i massimi protagonisti della lotta alla mafia. Prefazione di Walter Veltroni.
MAGDA SZABÒ. PER ELISA.
L'ultima opera scritta dalla somma scrittrice ungherese Magda Szabó (1917-2007). Doveva far parte di un trittico autobiografico rimasto inattuato, seppure Per Elisa è in sé completo. Viene considerato in patria il capolavoro della scrittrice, il degno lascito prima della compianta scomparsa. La storia di Per Elisa avviene tra il 1917 e il 1935, e segue la vita della scrittrice fino all'esame di maturità. I genitori assicurano alla loro brillante ma cocciuta figlia di poter godere di un'eccezionale gioventù. La giovane Magda non era una ragazzina facile da controllare. Ebbe un periodo molto difficile a scuola con i suoi insegnanti, cui rispondeva con azioni di sfida e vendetta. Nell'appassionata prosa di Magda Szabó riusciamo a vedere una fantasiosa studentessa, esperta di cultura classica, fiduciosa nelle proprie capacità, che fa la sua prima conoscenza con l'amore. Il titolo di riferisce alla sorella, adottata nella famiglia Szabó e deceduta molto giovane, appassionata di canto e musica. Su di un libro regalato a Magda scrisse una dedica, riferita proprio a "Per Elisa". È questo quindi anche il libro scritto per onorare l'amata sorella.
MARCO RIZZO. FRANCESCO RIPOLI. ILARIA ALPI. IL PREZZO DELLA VERITÀ.
Mogadiscio, 20 marzo 1994. La giornalista Ilaria Alpi e l'operatore televisivo Miran Hrovatin, inviati dal Tg3 per documentare la guerra civile somala a seguito della missione internazionale ONU "Restore Hope", vengono freddati a colpi di kalashnikov mentre percorrono a bordo di un fuoristrada la zona nord della città. Ilaria e Miran avevano raccolto testimonianze inedite sul traffico internazionale di veleni e rifiuti tossici e radioattivi prodotti nei paesi industrializzati - tra cui presumibilmente l'Italia - e stivati nei paesi più poveri dell'Africa in cambio di armi e di denaro. Prefazione di Giovanna Botteri.